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Notizia

Affittitalia, tre punti d'oro in riva all' Arno

Avanti così. L’Affitti Italia Samb riporta tre punti in riva all’Adriatico anche dall’insidiosissima trasferta di Firenze, e si conferma ancora, a nove giornate dal termine, la prima della classe con 4 lunghezze di vantaggio dalle due principali inseguitrici: Jesi e Grosseto. Il match non si presenta affatto facile visto lo stato di forma degli avversari, reduci, eccezion fatta per la sconfitta di Prato, da un lungo filotto di vittorie, fra cui spiccano quella con Pisa e addirittura con Jesi fuori casa. Il sestetto scelto da Massimo Ciabattoni per l’occasione è quello vittorioso con Appignano, con Giacinto Di Giacomo dentro e Ubaldi in panchina. Parte fortissimo, come prevedibile, Firenze, che approfitta fra l’altro di una Affittitalia decisamente più fallosa del consueto. Al 9-6 per i padroni di casa si registrano per gli ospiti cinque errori punto più un attacco murato. La situazione sembra quasi ristabilita all’ace di Medori (9-8), ma subito dopo il cambio palla Firenze conquista due break point consecutivi a muro che la portano al massimo vantaggio (12-8). E’ qui che inizia la vera partita dell’Affittitalia. Da questo momento, il cambio palla sambenedettese diventa praticamente perfetto, con percentuali altissime in ricezione (spicca il libero Ciancio, molto positivo sabato in questo fondamentale), e si fa più incisivo anche il muro-difesa, con cui S.Benedetto costruisce immediatamente un parziale di 5-0 che vale il sorpasso sul 13-14. Decide il set l’allungo ottenuto sul 17 pari, con un primo tempo di Zagaria a segno seguito da un contrattacco chiuso da Mancini e da un errore da parte fiorentina con Zanieri. Il vantaggio di tre punti è ben gestito dai rivieraschi, che chiudono 25-21 ancora con Zagaria, questa volta a muro. L’andamento del secondo set è quanto meno singolare, e lo è purtroppo in senso non positivo per i colori sambenedettesi. I ragazzi di Ciabattoni partono molto bene, e, sull’onda dell’entusiasmo dovuto a un difficile primo set poi conquistato con pieno merito, proseguono a offrire un buon gioco e a imporsi su un avversario spaesato e incapace di adeguarsi al ritmo ospite. Si raggiunge così un massimo vantaggio di sette punti, prima sul 7-14, poi sull’11-18. L’allenatore della Jumboffice prova a opporre resistenza prima con un cambio al centro, poi con un classico doppio cambio per garantire l’attacco a tre. In pochi minuti, il set cambia completamente. Ai rossoblu, forse colpevoli di un calo di concentrazione, sembra non riuscire più nulla, Firenze invece cresce, prende fiducia; ed è così che di attimo in attimo il vantaggio per l’Affittitalia si fa sempre più esiguo. Fino a scomparire del tutto. L’impatto avviene sul 21-21. Sul 22 pari, poi, i marchigiani non riescono a uscire da una P1 che li condanna a rifare tutto da capo. Il momento non è affatto facile. Psicologicamente, Firenze è alle stelle per aver rimesso in piedi un set e una partita ormai quasi compromessi; S.Benedetto invece deve assolutamente riuscire a cancellare l’accaduto, a non pensare all’occasione persa, e a ricostruire il proprio successo. Dopo tutto, c’è un campionato da vincere. Ed è proprio qui la bravura della Ciaba-band. Dopo un inizio molto equilibrato, i ragazzi capitanati da Mancini riprendono a giocare come sanno. A dimostrare una superiorità indiscutibile. Dal 7-5 casa, si passa in un batter d’occhio al 7-12, poi S.Benedetto allunga, 11-18, 13-20, 15-22. Poi, di nuovo, un calo di tensione: e il fantasma del secondo set fa, breve ma agghiacciante, la sua comparsa. Con un muro di Pazzagli e un errore sambenedettese, Firenze si porta sul 21-23. Scaccia tutte le ombre, tutti gli incubi Zagaria con un primo tempo devastante; chiude infine, al secondo set point, Baldasseroni, e di nuovo l’Affittitalia è avanti. Con un sospiro di sollievo. Il quarto set è un monologo marchigiano. Fani, da parte Jumboffice, prova a rivoluzionare la formazione, ma i rossoblu sono incontenibili, e si abbattono sugli avversari senza lasciare alcuna possibilità di fuga. Dal canto suo, Firenze appare demotivata, smarrita, incapace di reagire. Sono eloquenti alcuni dei parziali del set, valgano essi soli a descriverne l’andamento: 1-8, 4-16, 5-22. Al ritrovatissimo Giacinto Di Giacomo l’onore di chiudere la passerella, e soprattutto di stringere definitivamente il pugno su tre punti veramente d’oro.